Il disturbo della comunicazione sociale (PRAGMATICA )

Il disturbo nella PRAGMATICA è un disturbo del neurosviluppo ma compare, generalmente negli ultimi anni della scuola elementare o nei primi della scuola media inferiore.

Consiste nella scarsa integrazione tra comunicazione verbale e non verbale, per cui il bambino / bambina può presentare i seguenti deficit:

1) Scarso uso della comunicazione per scopi sociali, per cui tende a non scambiare interazioni con l’altro. Ad esempio, alla domanda “come stai?” può rispondere “bene” ma non chiede a sua volta all’altro “e tu?”

2)  Non è capace di modificare la comunicazione per adeguarla al contesto, come parlare diversamente a seconda che si sia a scuola o al parco giochi ; oppure parlare con un bambino in modo diverso da come si parla ad un adulto;

3) Non riesce a rispettare i turni della conversazione e non sa utilizzare i segnali verbali e non verbali per regolare l’interazione;

4) Ha difficoltà a comprendere le intenzioni dell’altro (in quanto non riconosce le emozioni dell’altra persona dalle sue espressioni); tende a interpretare quello che le altre persone dicono in maniera letterale e non coglie le metafore, le battute, i modi di dire o l’ironia.

Per tutte queste ragioni, i bambini con queste problematiche  possono sentirsi in notevoli difficoltà con i coetanei a scuola o in altri contesti sociali, non riuscendo a mettere in atto le modalità comunicative di tutti gli altri, sentendosi quindi esclusi, con possibili ricadute nel rendimento scolastico.

RICONOSCERE PRECOCEMENTE IL DISTURBO DELLA PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE è molto importante perché permette di comprendere meglio le difficoltà del bambino e di offrirgli un supporto mirato fin dai primi anni. Una diagnosi tempestiva consente di attivare interventi e strategie che favoriscono lo sviluppo delle competenze comunicative, delle relazioni sociali e della partecipazione alla vita scolastica e quotidiana. Inoltre, aiuta genitori, insegnanti e professionisti a utilizzare modalità comunicative più efficaci, creando un ambiente che sostenga il bambino nelle sue interazioni e valorizzi le sue potenzialità. Intervenire presto può ridurre il rischio che le difficoltà comunicative abbiano ripercussioni sul benessere emotivo, sull’autostima e sulle relazioni con i coetanei.

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